Nel corso del 2024, il legislatore è intervenuto ripetutamente sulla disciplina della responsabilità amministrativa degli enti, incidendo sia sul catalogo dei reati presupposto sia sulle sanzioni applicabili alle imprese. Le novità normative hanno ampliato o ristretto l’ambito del penalmente rilevante, con conseguenti impatti sulla compliance aziendale e sulla gestione del rischio-reato.
Estensione della Responsabilità per Reati di Contraffazione
Con l’entrata in vigore della Legge 206/2023, che disciplina la tutela del “Made in Italy”, il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p.) è stato ampliato includendo anche la mera detenzione di beni contraffatti destinati alla vendita. Tale estensione ha un impatto diretto sulla responsabilità degli enti, essendo il reato ricompreso nell’art.
Reati contro il Patrimonio Culturale
La tutela penale del patrimonio culturale è stata rafforzata con l’introduzione della Legge 6/2024, che ha modificato l’art. 518-duodecies c.p., limitando la punibilità ai soli casi in cui il bene culturale sia reso in tutto o in parte non fruibile ove previsto dalla norma. Questa modifica ha riflessi diretti sulla gestione dei rischi-reato per gli enti che operano nel settore culturale, rendendo necessaria un’attenta revisione dei modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001.
Cybersecurity e Reati Informatici
Un’importante novità riguarda la Legge 90/2024, che ha potenziato la normativa sulla cybersicurezza, modificando l’art. 24-bis del D.Lgs. 231/2001 con l’introduzione di nuove fattispecie di reato, tra cui:
• Estorsione informatica (art. 629, comma 3, c.p.);
• Detenzione e diffusione abusiva di strumenti informatici diretti a danneggiare sistemi telematici (art. 635-quater.1 c.p.).
Inoltre, il recepimento della Direttiva NIS 2 tramite il D.Lgs. 138/2024 impone misure più stringenti per la sicurezza delle infrastrutture digitali, con implicazioni significative per gli enti soggetti alla normativa.
Riforma dei Delitti contro la Pubblica Amministrazione
La responsabilità degli enti è stata ulteriormente ridefinita dalla Legge 112/2024, che ha:
• Abrogato l’abuso d’ufficio (art. 323 c.p.);
• Modificato il traffico di influenze illecite (art. 346-bis c.p.), eliminando la punibilità del millantato credito;
• Introdotto il reato di indebita destinazione di denaro o beni pubblici (art. 314-bis c.p.).
Di conseguenza, l’art. 25 del D.Lgs. 231/2001 è stato aggiornato per includere il nuovo reato e rimuovere i riferimenti alle disposizioni abrogate.
Revisione della Normativa Doganale
L’approvazione del D.Lgs. 141/2024, in attuazione della legge delega n. 111/2023, ha portato alla riforma della normativa doganale, con rilevanti modifiche al D.Lgs. 231/2001. Tra le principali novità:
• L’IVA all’importazione è ora equiparata ai diritti di confine, con applicabilità delle sanzioni doganali penali per contrabbando;
• Introduzione dei reati di contrabbando per omessa dichiarazione e contrabbando per dichiarazione infedele;
• Aggiornamento dell’art. 25-sexiesdecies del D.Lgs. 231/2001, con estensione delle sanzioni interdittive nei casi di omesso versamento dei diritti doganali superiori a 100.000 euro.
Impatti sulle Aziende e Obblighi di Compliance
Le numerose modifiche normative del 2024 rendono necessario per le imprese un aggiornamento dei Modelli 231 per adeguarsi ai nuovi reati presupposto e ai rischi connessi. In particolare:
• Settore doganale: le aziende operanti con prodotti soggetti ad accise (es. tabacchi, alcolici) dovranno implementare nuove misure di controllo;
• Cybersecurity: le imprese saranno tenute a rafforzare i sistemi di prevenzione dei reati informatici e sensibilizzare il personale sui rischi legati agli attacchi digitali;
• Tutela del patrimonio culturale: le organizzazioni coinvolte nella gestione di beni culturali dovranno adottare misure preventive più stringenti.
Conclusioni
L’evoluzione della normativa in materia di responsabilità amministrativa degli enti conferma la necessità di un costante adeguamento dei Modelli 231. Le aziende devono affrontare un panorama normativo sempre più articolato, con l’obbligo di implementare strumenti di prevenzione e gestione del rischio-reato idonei a tutelare l’ente da eventuali responsabilità.